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Essere Gay in Africa.
Inserito da:Fulvio - FabioNews fulviobeltramilindro@gmail.com in data:2013-05-26 13:07:32

 
La libera espressione delle scelte sessuali in Africa sembra trovare ostacoli insormontabili quando questo diritto viene esercitato da  persone dello stesso sesso. La moderna società Africana tende a rifiutare l'omosessualità considerandola un fenomeno contro natura importato dall’Occidente.

L’intolleranza verso questa scelta sessuale viene creata da rappresentanti religiosi: cattolici, mussulmani, protestanti e da figure politiche quali Mohammed Badie, leader della Fratellanza Mussulmana in Egitto e Jannet Museveni, la First Lady ugandese. I primi in difesa dell’istituzione familiare, uno dei principali pilastri su cui si appoggia l’influenza religiosa su società e potere temporale, i secondi puramente per convenienze politiche ed economiche.

Spesso le conseguenze di queste radicali prese di posizioni sono violazioni della libertà personale, inasprimento di sentimenti ostili, attacchi fisici, omicidi e legislazioni omofobiche in palese violazione dei diritti umani come la proposta di legge ugandese nota come “Kill the Gay Bill”.

Il nostro connazionale Paolo Mannina, a cui va tutta la mia solidarietà, é sicuramente la vittima al momento più famosa della persecuzione gay in Africa. Paolo é stato arrestato dalle autorità eritree ed espulso dal paese in quanto reo di aver contratto matrimonio con un uomo in Europa. Purtroppo le persecuzioni e gli omicidi di decine di gay e lesbiche  vengono sistematicamente ignorati dai media africani perché rappresentano una non notizia.

I promotori dell’omofobia si basano sulla mistificazione storica che tende a configurare l'omosessualità come un fenomeno estraneo alla cultura e ai valori africani. Come tanti altri miti creati nel Continente (quale la insormontabile differenza etnico culturale tra hutu e tusti in Burundi e Rwanda) anche questo si infrange contro la realtà storica. Molte sono le evidenze storiche che dimostrano non solo che l'omosessualità sia insita nella natura umana dell’Africa (come per il resto del mondo) ma anche culturalmente accettata nel periodo pre-coloniale.

Sarebbe comunque un errore fondamentale identificare l’Africa come un continente completamente  ostile e repressivo nei confronti dell'omosessualità. Come per altre tematiche si assistono a fenomeni paralleli e contraddittori che stanno ad indicare un convulso ma interessante cammino della società verso il libero orientamento sessuale, diritto universalmente riconosciuto.

Tendenze omofobiche, spesso estreme, registrate in Etiopia, Uganda, Zambia,  convivono con il rafforzamento delle associazioni omosessuali nei paesi del Nord Africa: Algeria, Marocco, Tunisia; la difesa costituzionale delle minoranze sessuali  in Sud Africa e a importanti progressi in Botswana e Namibia.  

In molti paesi africani si sta notando un cambiamento dell’atteggiamento verso l'omosessualità, frutto dell’evoluzione socio culturale che progresso e boom economico stanno apportando al Contenente. Un cambiamento non trascurabile che costringere autorevoli leader africani a prendere le distanze dalle tendenze più radicali dell’omofobia, come nel recente caso del Presidente ugandese Yoweri Museveni. 

La comunità gay africana sembra cercare un proprio cammino di liberazione diverso da quello adottato nei paesi occidentali. Nel Nord Africa gli omosessuali associano il loro orientamento all'identità Araba  e al Corano, dimostrando che é possibile essere gay e mussulmani. In vari paesi la comunità LGBT ha scelto di non isolarsi dal resto della società, limitandosi di rivendicare i propri diritti e libertà e rischiando di adottare tendenze “settarie”. Sempre più le associazioni gay inseriscono la loro lotta di libertà sessuale all’interno della lotta per la conquista dei diritti umani e della democrazia, creando un attivismo politico sociale tra i più attivi.

L’intento del saggio “Essere gay in Africa”, (Fulvio Beltrami Edizioni AfricaReport Uganda maggio 2013), é di offrire un breve ma esauriente panorama dell’universo gay in Africa attraverso regressioni e progressi che quotidianamente si susseguono nel lungo cammino dell’affermazione dell'omosessualità come un diritto universale di libera scelta.

Attraverso una collezione di articoli Essere Gay in Africa esamina le varie condizioni degli omossessuali nel Continente dal Nord Africa al Sud Africa: dal recente fervore attivistico delle comunitá gay del Magreb, alle Chiese Gay in Nigeria; dalle strumentalizzazioni dell’omofobia attuate in Egitto e Congo, alla proposta di depenalizzazione dell’omosessualitá avanzata dal l’ex Presidente in Botswana nella sua campagna contro l’epidemia dell’AIDS. All’interno dell’opera vi sono dettagliate notizie riguardanti i recenti sviluppi della famosa proposta di legge ugandese Kill the Gay Bill e quelli relativi alla riapertura delle indagini sull’omicidio  dell’attivista gay ugandese David Kato, avvenuto il 26 gennaio 2011.

l 20% dei profitti riservati all’autore sulla vendita di Essere Gay in Africa verranno devoluti all’associazione ugandese per la difesa dei diritti gay: Minoranze Sessuali in Uganda, come contributo alla sua opera di promozione del diritto di libera scelta sessuale e alla sua lotta contro la proposta di legge omofobica nella Perla d’Africa: l’Uganda.

Essere Gay in Africa é disponibile su Amazon  in format Kindle.

Su Amazon é possible visionare gratuitamente la prefazione e il primo capitolo: “L’Omosessualitá componente fondamentale della cultura africana” cliccando sull’icona della copertina.

 

Essere Gay in Africa [Formato Kindle]
Autore: Fulvio Beltrami
Edizione AfricaReport Uganda

http://www.amazon.it/Essere-Gay-in-Africa-ebook/dp/B00CXAGB6C/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1369561714&sr=8-1&keywords=Essere+Gay+in+Africa
 

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda.

 


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