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Brasile - Il golpe brasiliano e la tragedia della riforma agraria (João Pedro Stédile)
Inserito da:Gigi - FabioNews luigi.eusebi@poste.it in data:2017-02-15 11:24:59

Il golpe brasiliano e la tragedia della riforma agraria

Joao Pedro Stedile su ecologiapolitica.org, trad. di Serena Romagnoli

 

 È finito un altro anno. Il 2016 è stato una tragedia per la riforma agraria. Abbiamo perso! Ancora un anno nella lotta per vedere la terra distribuita meglio, per un nuovo modello di sviluppo dell’agricoltura rivolto agli interessi del nostro popolo.

E perché dico che è stato un anno perduto? Perché abbiamo passato l’intero anno in una lotta politica che ha portato a un golpe mediatico, giuridico e del congresso brasiliano che ha destituito la presidente Dilma Roussef, eletta democraticamente. E con i golpisti che hanno assunto il potere sono rappresentati in maniera totale gli interessi dell’agribusiness, dei latifondisti, delle grandi corporation transnazionali dell’agricoltura, che ora controllano il congresso, il potere giudiziario e i media corporativi.

Con un rapporto di forze così squilibrato, gli interessi dei lavoratori rurali, dei contadini sono stati duramente colpiti e, in particolare per quanto riguarda gli indici della riforma agraria, non c’è stata nessuna nuova espropriazione, nessun nuovo insediamento mentre, per consolidare il golpe, il governo illegittimo ha abolito il MDA (Ministero dello Sviluppo Agrario) e ha trasformato l’INCRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria) in una mera agenzia di affari, che fa, nelle varie sovrintendenze, lottizzazioni solo per interessi meschini di partito, che prima criticavano nella pratica del PT e dello stesso PMDB.

Se tutto questo non bastasse, ora, a fine d’anno, siamo stati sorpresi da molte iniziative dei golpisti. Hanno promulgato il 22 dicembre, senza nessuna discussione con i movimenti, con la società, una misura provvisoria che paralizza ancora di più la riforma agraria ma soprattutto incorpora nella legislazione due elementi molto gravi.

1. Prima di tutto legalizza ogni forma di appropriazione indebita delle terre pubbliche in Amazzonia e quindi tutti quei latifondisti che si sono appropriati illegalmente di terre pubbliche in questi anni potranno regolarizzarle in modo molto rapido e praticamente senza spese.

2. La seconda misura che stanno proponendo è liberalizzare, stimolare gli insediati beneficiari della riforma agraria in questi 30 anni a ricevere un titolo individuale del proprio lotto e così poter vendere facilmente la terra. E a chi la venderebbero? Certamente ai fazendeiros vicini, desiderosi di riconcentrare la proprietà della terra in Brasile.

E oltre alla misura provvisoria, stanno annunciando, e già l’hanno avviata al congresso, la riforma della previdenza, che avrà gravi conseguenze per tutto il mondo rurale perché accresce di 10 anni l’età minima per il pensionamento, portandola a 65 anni, svincola tutti i benefici della previdenza dal salario minimo e quindi nel futuro questi benefici saranno stabiliti in relazione alla volontà del ministro dell’economia che utilizzerà decreti. Se verrà approvata la riforma della previdenza avrà conseguenze gravissime non solo per i contadini e per la permanenza delle famiglie in ambiente rurale, ma anche per l’economia dei piccoli comuni della parte interna del paese. I sindaci lo sanno bene e così i commercianti che sono i benefici della previdenza che fanno movimentare il piccolo commercio e l’economia dei piccoli comuni dell’interno del paese.

Infine il governo golpista annuncia che ci sarà una legge per liberalizzare la vendita delle nostre terre ai capitali stranieri, cosa che neanche le forze armate brasiliane dicono di poter accettare.

Quindi compagni e compagne stiamo terminando un anno molto triste per gli interessi dei contadini, degli agricoltori familiari, dell’agricoltura brasiliana e del popolo brasiliano.

Che fare nel 2017?

Realmente siamo di fronte a molte sfide. La prima è una sfida politica. Non possiamo sopportare più un governo golpista che vuole fare in qualche mese tutto quello che non sono riusciti a fare negli ultimi 30 anni.

Per questo noi del MST ci siamo uniti ai movimenti popolari nel Fronte Brasil Popular per esigere elezioni dirette subito, nell’ottobre del 2017, non solo per scegliere un nuovo presidente della repubblica, ma per eleggere anche un nuovo congresso, perché il congresso attuale è il risultato di “Lava-jato”, più di 300 congressisti sono citati nelle delazioni perché hanno ricevuto contributi illeciti per essere eletti.

Altro tema è che noi del campo dobbiamo fare una lotta urgente già in gennaio/febbraio/marzo per impedire la riforma della previdenza.

Il terzo punto: dobbiamo pertanto creare una grande alleanza tra tutti i lavoratori del campo per riprendere le lotte di massa.


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